Antiquarium di Sant'Appiano
L'Antiquarium di Sant'Appiano, che ha sede dal 1991 nei locali annessi alla Pieve di Sant’Appiano è un piccolo museo articolato in due sale, nato per accogliere il materiale archeologico venuto alla luce nelle zone limitrofe durante le campagne di scavo che hanno seguito i primi casuali ritrovamenti di inizio secolo.
Fra il 1907 e il 1910, a seguito di lavori agricoli, furono rinvenute alcune tombe etrusche a camera che, sebbene violate, hanno restituito un cospicuo gruppo di reperti riferibili ad un arco di tempo che va dall'VIII al II secolo a.C., spesso di qualità artistica davvero notevole e di produzione non solo locale, come testimoniano le numerose ceramiche attiche e le urne funerarie in alabastro di epoca ellenistica e di tipo volterrano con raffigurazioni del mito greco. I reperti archeologici riferibili al I secolo a.C. e a quelli successivi sono nettamente inferiori sia numericamente che qualitativamente, segno che durante l'età imperiale vi fu in tutta la zona un calo demografico e una regressione della vita culturale. In questa regione la vita tornò a pulsare in età longobarda e durante tutto il periodo carolingio andò ripopolandosi.
La prima sala è prevalentemente dedicata ai reperti provenienti dallo scavo di San Martino ai Colli, dove furono rinvenute due tombe di famiglie magnatizie che hanno restituito tanto materiale da far credere all'esistenza di una piccola necropoli, dove sacelli di epoche diverse nel corso dei secoli hanno finito per addossarsi, entrando in comunicazione fra loro. Sono esposte cassette cinerarie, ceramiche acrome di uso comune e a vernice nera di provenienza volterrana e ceramiche attiche a figure rosse; frammenti di kylix e una kelebe, attribuita alla bottega del pittore di Hesione, attivo a Volterra nella seconda metà del IV secolo a.C.Una vetrina riunisce un campionario dei materiali trovati nell'attuale località di Petrognano, dove nel XII secolo sorgeva il castello di Semifonte. Insieme al gruppo di frammenti ceramici etrusco-romani sono emersi cocci di epoca tarda, che attestano un'assidua continuità di vita nel sito anche dopo la distruzione di Semifonte.
Nella seconda sala sono esposti i reperti di scavo provenienti da due tombe etrusche scoperte nel 1973 nel podere chiamato Piazza, vicino a Sant'Appiano. Subito a destra dell'ingresso vi è una serie di cippi semisferici detti "a pagnotta", in pietra arenaria, un'urnetta funeraria frammentaria, di forma quadrangolare e di fattura piuttosto rozza e un idoletto pagano in arenaria raffigurante il dio Eros a cavallo di un animale, ritrovato durante la demolizione del battistero. Dello stesso gruppo fa parte anche il piccolo cippo a colonnetta a tronco di cono rovesciato inserito in una base di pietra, collocato in un angolo dalla parte opposta della stanza. I soli materiali antichi sicuramente appartenenti alle tombe sono frammenti di ceramica a vernice nera, mentre gli scavi hanno restituito una grande quantità di ceramiche basso medievali e rinascimentali.
Le vetrine della seconda sala raccolgono una nutrita serie di ceramiche basso-medievali e rinascimentali tipiche dell'area fiorentina, alcuni cippi funerari etruschi L'unica tavola dipinta esposta nel museo è una Madonna in trono che allatta il Bambino fra due angeli e i santi Giovanni Battista e Giacomo della Marca, proveniente dalla sala consiliare del Comune di Barberino Val d'Elsa, opera di un pittore fiorentino della metà del Quattrocento noto come Maestro di Signa.
Antiquarium di Sant'Appiano
Località Sant'Appiano – Pieve di Sant’Appiano – Barberino Val d'Elsa
Orario: sabato e domenica 16.00-20.00
Tel: +39 0558052231
Ingresso: €1.50
Sito Internet:
www.chiantimusei.it/barb.html
21 / 05 / 2008