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Bronzi di Riace: scudo venduto per 6000 dollari

ANSA) - REGGIO CALABRIA, 21 MAG -" Lo scudo dei Bronzi di Riace fu venduto ad un emissario americano di un importante museo per un importo di seimila dollari. Lo scudo e’ scomparso, insieme ad una lancia, al momento del ritrovamento nel 1972. I particolari della vendita sono nel libro sui Bronzi scritto dal ricercatore Giuseppe Bragho’. Sulla vicenda indagano i Carabinieri. Il saggio fa riferimento al fatto che lo scudo fu trattenuto da esponenti della ‘ndrangheta che successivamente lo vendettero."

Questa notizia, battuta ieri dall’Ansa, riguarda la vicenda del presunto furto di reperti che sarebbe avvenuto al momento del ritrovamento dei Bronzi.

La vicenda è tornata alla ribalta con la pubblicazione del libro "I Bronzi le altre verità" del ricercatore vibonese Giuseppe Braghò: attraverso documenti e testimonianze lo studioso sostiene che insieme ai due guerrieri, trovati nel 1972 nelle acque di Riace, c'erano anche una lancia, uno scudo e probabilmente anche un elmo. Il ricercatore non esclude anche l'ipotesi dell'esistenza di una terza statua.

Braghò ha recentemente ultimato un secondo libro, che sara’ pubblicato nei prossimi mesi, nel quale ci sono elementi che confermerebbero la tesi del furto di alcuni oggetti. Braghò ha segnalato l’esistenza della testimone ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico della Calabria che stanno indagando sulla scomparsa dei reperti. Il testimone, secondo quanto si e’ appreso, avrebbe assistito accidentalmente al recupero dei Bronzi ed alla scomparsa di alcuni reperti. ''La 'ndrangheta - afferma Braghò - trattenne per se' semplicemente uno scudo che fu venduto in un secondo tempo, sempre tramite un intermediario. Un elmo andò a un archeologo ma su quest'ultimo argomento preferisco ancora mantenere un assoluto riserbo perchè sto effettuando delle ulteriori verifiche. La 'ndrangheta si interessò della cosa non potendo fare a meno di notare l'eccessivo interesse subacqueo che si svolgeva, sin dal febbraio del 1972, proprio nel mare di località Agranci di Riace''.

Nei mesi scorsi i carabinieri hanno acquisito da Braghò una serie di fotografie e documenti dai quali emergerebbero gli elementi che confermano il furto degli oggetti. La documentazione è stata raccolta nel corso di ricerche compiute nell’archivio storico di Reggio Calabria. ”Nel nuovo libro - ha concluso il ricercatore - ci sono molti elementi che confermano il furto degli oggetti. Per ponderati motivi, serbo ancora qualche buona cartuccia. Difficilmente un editore italiano accetterà di pubblicare questo mio nuovo libro. Per buona sorte, dall’estero mi sono giunte alcune proposte che sto vagliando”.

22 / 05 / 2008

giovanna ferri


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