Il Big Bang in mostra al Museo Carlo Bilotti
Dal 26 giugno al 19 ottobre la mostra “The Big Bang” - promossa dall’Assessorato alle politiche culturali del Comune di Roma con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, a cura di Gianni Mercurio - sarà ospitata presso il Museo Carlo Bilotti.
Il complesso rapporto tra Scienza e Arte, tra Cosmo e Animo umano viene indagato attraverso le opere di un gruppo di artisti contemporanei : quattro artisti americani, James Turrell, Robert Longo, Ross Bleckner, Peter Halley, che non hanno mai esposto a Roma; gli italiani Alberto Di Fabio, Domenico Bianchi e Mario Dellavedova e l’artista pakistana Shahzia Sikander. Ognuno di loro, attraverso la sua personale interpretazione, rappresenta il suo rapporto simbolico, concettuale o sensoriale con il Cosmo e con quell’indefinito che esso rappresenta.
A partire dalla metà degli anni Settanta alcuni artisti hanno affrontato in chiave scientifica il rapporto con il cosmo. Opera di svolta è il Roden Crater di James Turrell, un vulcano spento di oltre mezzo milione di anni, situato in Arizona e dal 1974 trasformato in un osservatorio dal cui interno è possibile esplorare il cosmo e la percezione della luce. In mostra viene presentata un’opera di grande formato che raffigura il progetto del Roden Crater. L’opera nasce da una foto aerea, emulsionata su carta pergamena e poi ritoccata.
Robert Longo ha selezionato per la mostra pianeti, galassie ed esplosioni; misteriose rappresentazioni di un cosmo di stampo newtoniano, simboli del potere universale, che testimoniano quel messaggio politico sempre presente nei suoi lavori.
Per Ross Bleckner, invece, la luce è metafora del momento di passaggio dalla vita alla morte. È quell’energia che si sprigiona da un corpo che perde il soffio vitale. Nei suoi lavori contemplativi della serie Specific and Anonymous, del 2001, oppure in Untilted (Faces and Stars), del 2002, raffigura un universo gassoso non distante dal Nun egizio, il caos incontrollato prima della creazione.
Con una grande installazione site specific, invece, Peter Halley ricrea in mostra la propria cosmologia astratta, basata su modelli matematici: una geometria in scala che confronta ogni misura del mondo e dell’uomo con schemi teorici.
Alberto Di Fabio con una grande installazione sospesa ci solleva in una cosmologia psichedelica, che penetra nei segreti della materia e della psiche e, allo stesso tempo, svela la nascita della forma pura.
In mostra anche S.T., una grande opera di Domenico Bianchi che esprime l’idea della forma in movimento.
Le opere di Shahzia Sikander, artista pakistana che vive a New York, non descrivono l’attimo del Big Bang, ma colgono l’istante successivo, quando gli elementi fluttuano ancora nel vuoto alla ricerca di una stabilità, tentando di definire il loro spazio reciproco. In mostra è proiettato il video Dissonance to Detour, che da vita ad un proliferare di immagini.
Nel suo lavoro I Buchi Neri, un tessuto grezzo composto dalle spesse linee orizzontali della trama sul quale è fissata la scritta I buchi neri con lettere al neon, Mario Dellavedova rappresenta, infine, un cosmo imperfetto, con linee di tessuto che si lacerano invase da gocce di colore nero.
The Big Bang
dal 26 giugno al 19 ottobre 2008
Museo Carlo Bilotti
Aranciera di Villa Borghese
Viale Fiorello La Guardia – Roma
Sito Internet:
www.museocarlobilotti.it
25 / 06 / 2008
g.ferri