Cerca nel sito
  Home | musei | mostre
  Home
  musei
  mostre




Pubblica il banner
della tua azienda
in questo spazio


 

 

aggiungi ai preferiti | fai di questo sito la tua home page  

Musei di Villa Torlonia

Villa Torlonia, la più recente delle ville nobiliari romane, fu costruita per volere di Giovanni Torlonia, che acquistò il possedimento sulla Nomentana dai Colonna. La tenuta venne sistemata dall’architetto Valadier tra il 1802 e il 1806, che convertì l’edificio padronale in un Palazzo, trasformò il piccolo casino Abbati nell’attuale Casino dei Principi, edificò le Scuderie e un ingresso poi demolito. Valadier si occupò anche della sistemazione del parco; numerose opere di arte classica, in gran parte scultoree, vennero poi acquistate per arredare la Villa.

Nel 1832 Alessandro Torlonia incaricò Giovan Battista Caretti, architetto e pittore, di arricchire e ampliare la tenuta. Caretti ampliò i vecchi edifici ed edificò anche alcune strutture a decorazione del parco: i Falsi Ruderi, il Tempio di Saturno, la Tribuna con Fontana, un Anfiteatro, il Caffe- house e la Cappella di S. Alessandro; quest’ultimi tre non più esistenti. Alessandro Torlonia si rivolse anche ad altri due architetti: Quintiliano Raimondi, per il Teatro e l’Aranciera e Giuseppe Jappelli, al quale venne affidata la sistemazione di tutta la parte sud della Villa. Quest’area fu completamente trasformata con viali serpentinati, laghetti e piante esotiche e disseminata di edifici ed arredi di gusto fantastico: la Capanna Svizzera - poi trasformata in Casina delle Civette-, la Serra, la Torre e la Grotta Moresca, il Campo da Tornei.Il programma di Alessandro culminò nel 1842 con l’erezione di due Obelischi in granito rosa, dedicati alla memoria dei genitori Giovanni e Anna Maria Torlonia.

Il nuovo erede Torlonia, Giovanni, fece poi realizzare il Villino Medievale, un nuovo muro di cinta, il Villino Rosso, il Villino di guardiania all’ingresso di Via Spallanzani e trasformò radicalmente la Capanna Svizzera che prese l’attuale forma di Casina delle Civette. Nel 1925 la Villa venne concessa come residenza a Mussolini fino al 1943; nel 1944 tutto il complesso fu occupato dalle truppe anglo – americane, che vi rimasero fino al 1947.Nel 1977 la Villa fu acquistata dal Comune di Roma e dal 1978 è aperta al pubblico.

Casino Nobile

Giuseppe Valdier eseguì i lavori di ristrutturazione e ampliamento del Casino Nobile inglobando la vecchia struttura edificata dai Colonna e aggiungendovi avancorpi, porticati e terrazze. Il nucleo centrale del palazzo valaderiano era la Salle à manger - oggi detta Sala da ballo - illuminata da un'unica grande finestra semicircolare la cui luce si rifletteva sulle pareti rivestite di specchi per moltiplicare artificialmente le fonti di luce e per dare l'illusione di uno spazio più ampio.

Il salone era decorato con eleganti paramenti di stucco, con dipinti di Domenico Del Frate e con dieci bassorilievi in gesso di Antonio Canova , ora in parte esposti nella Stanza a Bercerau.Caretti rese poi il Casino Nobile ancor più maestoso e imponente, impreziosendolo con l’opera di diversi artisti e artigiani. Alla facciata semplice ideata da Valadier, fu addossato un maestoso pronao con loggia monumentale chiusa da un frontone triangolare, decorato con un altorilievo in terracotta di Rinaldo Rinaldi raffigurante "Bacco che torna trionfante dalle Indie su un carro trainato da tigri".

Le due piccole ali porticate progettate da Valadier furono sostituite da due portici con colonne doriche, che formano delle sporgenze semicircolari ai quattro angoli.L’intervento più rilevante di Caretti fu quello relativo alle decorazioni interne che, più delle architetture, definirono in senso del tutto nuovo la spazialità degli ambienti.Il piano terra e il piano nobile svolgevano funzioni di alta rappresentanza e presentavano sale completamente decorate in stili e motivi di volta in volta diversi, perfettamente in linea con quel gusto della citazione che caratterizza tutta la villa; il seminterrato e il secondo piano erano dedicati ai servizi e agli alloggi della servitù e dal seminterrato si poteva passare al Casino dei Principi attraverso una galleria sotterranea, ancor oggi presente.

Museo della Villa

Il Casino Nobile, che è già di per sé un “Museo” dal punto di vista architettonico e decorativo, ospita un piccolo museo dedicato a quanto è stato rinvenuto nella Villa e proveniente dalla collezione statuaria della famiglia Torlonia - oggi in gran parte ancora proprietà della famiglia e conservata nel Palazzo di via della Lungara - insieme ad alcuni ritrovamenti fortuiti. La provenienza delle opere esposte non è omogenea: sono in parte legate alla produzione di Bartolomeo Cavaceppi a seguito dell’acquisto, effettuato da Giovanni Torlonia nel 1800 di tutte le opere conservate nel suo studio; in parte provengono da scavi nelle tenute della famiglia; in parte sono arredi della Villa, sopravvissuti alle spoliazioni.

A questo nucleo di opere se ne sono aggiunte altre, frutto di un clamoroso ritrovamento nel 1997, nei sotterranei dell’edificio del Teatro, dove sono riemerse alcune opere collocate, in origine, nel Palazzo principale: si tratta di tre grandi rilievi in gesso di Antonio Canova, di una testa femminile di stampo michelangiolesco, di alcuni arredi della demolita Cappella della Villa e di un prezioso frontone in marmo proveniente dalla tomba di Claudia Semne, sull’Appia Antica.

Completa il percorso museale la ricostruzione della Camera da letto di Giovanni Torlonia (1872-1938), con i mobili che vennero poi utilizzati da Benito Mussolini, all’epoca della sua permanenza nella Villa.

Museo della scuola romana

Le opere esposte nelle sale del Museo offrono uno sguardo d’insieme su uno dei momenti più interessanti dell’arte italiana del Novecento, che comprende la ricerca figurativa a Roma nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale. Si va dai protagonisti del Realismo magico come Donghi, Trombadori, Francalancia, Ferrazzi; alla Scuola di Via Cavour, con le opere di Mafai e Antonietta Raphaël; agli anni Trenta, rappresentatai dai pittori tonali - Cagli, Capogrossi, Cavalli, Melli, Janni- e da quelli che a ridosso della guerra maturano un nuovo linguaggio “realista”: Ziveri, Pirandello, Guttuso, Vespignani. Non mancano protagonisti della scultura come Fazzini, Basaldella, Leonardi e un maestro dell’incisione come Bartolini.

Tra le opere più notevoli si segnalano una serie di ritratti e autoritratti, come quelli di Ferrazzi, Ziveri, Mafai , Raphaël, Capogrossi e Cavalli, Roberto Melli, Donghi; le vedute e le visioni romane di Mafai, Francalancia, Bartoli, Trombadori, Vespignani; le preziose nature morte di Francalancia, Socrate e Trombadori. Tra le sculture la grande Fuga da Sodoma di Antonietta Raphaël visibile nel vicino Villino dei Principi, il Ragazzo che uccide il serpente di Mirko, il Ritratto di Dario Sabatello di Fazzini e un’opera che chiude in modo emblematico questo periodo storico: la Madre romana uccisa dai tedeschi di Leoncillo.

Casino dei Principi

Il Casino dei Principi ha assunto il suo attuale aspetto neocinquecentesco, ricco di decorazioni esterne e interne, in seguito alla ristrutturazione effettuata da Caretti, tra il 1835 e il 1840.Il primo nucleo del Casino era un modesto edificio rurale della Vigna Abati e a Giuseppe Valadier viene attribuita l'idea di conferire a questo edificio un ruolo non secondario nella composizione architettonica della nuova Villa.A lui si deve, molto probabilmente, la trasformazione del primitivo Casino.

Piccolo e raffinato, fu usato dal principe Alessandro, nel corso degli eventi mondani organizzati nella Villa, come dipendenza del Palazzo principale, al quale era collegato da una galleria sotterranea che ancora oggi unisce i due edifici.Esso godeva di una posizione privilegiata, in quanto, dalle porta-finestre del piano nobile si godeva una magnifica vista sulla Villa e si poteva assistere agli spettacoli organizzati nel sottostante Anfiteatro, demolito nel 1910.

L’architettura esterna del Casino presenta alcuni elementi decorativi originari, come i due bei portali in marmo con colonne antiche, situati nei due prospetti minori, i vasi di ghisa che decorano l’attico e, sulle facciate principali, resti di un fregio realizzato a monocromo, raffigurante il Trionfo di Alessandro a Babilonia.

Le tre sale del piano nobile erano interamente ricoperte di tempere murali con vedute dell’antica Grecia, dell’antica Roma, tutte perdute, e, in quella che era la sala da pranzo, del Golfo di Napoli, eseguite da diversi pittori coordinati da Caretti.Tra le decorazioni originarie del Casino dei Principi vanno certamente i mosaici pavimentali.Nel corso del restauro dell’edificio nella prima sala, che in origine ospitava vedute dell’antica Grecia, sono state recuperate alcune decorazioni novecentesche; nella Galleria solo le decorazioni del fregio, opera di Caretti e Bigioli, si sono conservate.

Archivio della Scuola Romana

Nel 1983 un gruppo di intellettuali e di artisti, tra gli altri Miriam Mafai, Netta Vespignani, Maurizio Fagiolo dell’Arco, Antonello Trombadori e Alberto Ziveri, decidono di dare vita a un’associazione dedicata alla valorizzazione di un momento culturale importante, ma fino a quel momento trascurato: la vita artistica romana tra le due guerre, dagli anni di Valori Plastici alla Scuola di via Cavour, dal Tonalismo degli anni Trenta all’ultima fase, tra realismo e espressionismo, negli anni di guerra.

Cardine dell’attività dell’Archivio è la realizzazione di importanti testi sul periodo, a cominciare dal fondamentale Scuola romana, artisti tra le due guerre, curato da Maurizio Fagiolo dell’Arco, di monografie sui singoli artisti, di mostre in Italia e all’estero, come Scuola Romana al Palazzo Reale di Milano nel 1988; Roma anni Venti, pittura, scultura, arti applicate nel 1990 a Roma presso Palazzo Rondinini alla Rotonda; nel 1994 Roma sotto le stelle del ’44 al Palazzo delle Esposizioni di Roma ; Ecole romaine 1925-1945 a Parigi nel 1997; Mario Mafai. Una calma febbre di colori a Palazzo Venezia, a Roma nel 2004; Casa Mafai, da Via Cavour a Parigi 1925-1933 a Brescia, presso il Museo di Santa Giulia,nel 2005.Nella sua sede attuale, presso il Casino dei Principi a Villa Torlonia, l’Archivio trova la sua sede istituzionale, fornendo il naturale completamento del Museo ospitato nel Casino Nobile.

L’archivio è visitabile solo su prenotazione telefonica allo 06 44252109.

Casina delle Civette

La Casina delle Civette, dimora del principe Giovanni Torlonia fino al 1938, è il risultato di una serie di trasformazioni e aggiunte apportate alla ottocentesca Capanna Svizzera che costituiva in origine un luogo di evasione rispetto alla residenza principale. Dal 1916 l'edificio cominciò ad essere denominato Villino delle Civette per la presenza della vetrata con due civette stilizzate tra tralci d’edera, eseguita da Duilio Cambellotti nel 1914, e per il ricorrere del tema della civetta nelle decorazioni e nel mobilio, voluto dal principe Giovanni, uomo scontroso e amante dei simboli esoterici.

Nel 1917 l’architetto Vincenzo Fasolo aggiunse le strutture del fronte meridionale della Casina, elaborando un apparato decorativo in stile Liberty. Gli spazi interni, disposti su due livelli, sono tutti particolarmente curati nelle opere di finitura; decorazioni pittoriche, stucchi, mosaici, maioliche policrome, legni intarsiati, ferri battuti, stoffe parietali, sculture in marmo mostrano la particolare attenzione del principe per il comfort abitativo.

Tra le tante decorazioni la presenza delle vetrate è prevalente: vennero tutte installate tra il 1908 e il 1930, prodotte da Cesare Picchiarini su disegni di Duilio Cambellotti, Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi e Paolo Paschetto.

Nel 1978 il Comune di Roma acquisì la Villa, restaurata tra il 1992 e il 1997. Nelle venti stanze del Museo, caratterizzate da dipinti parietali, stucchi, mosaici, boiseries, si inserisce il percorso espositivo che comprende: 54 vetrate di pertinenza della Casina ricollocate, dopo il restauro, nel sito originario; 18 vetrate acquisite ed esposte all’interno di supporti autoportanti; 105 bozzetti e cartoni preparatori per vetrate.

Musei di Villa Torlonia

Via Nomentana, 70 – Roma

Orario: martedì- domenica 09.00-19.00

lunedì chiuso

Tel: +39 06 0608

Ingresso:

Casina delle Civette

Intero: € 3,00

Ridotto: € 1,50

Casino Nobile

Intero: €4,50

Ridotto: €2,50

Cumulativo Musei di Villa Torlonia

Intero: € 6,50

Ridotto: € 3,00

In occasione di eventi culturali il prezzo del biglietto può subire variazioni

Sito Internet: www.museivillatorlonia.it

18 / 04 / 2008


Scrivi la tua opinione su questo articolo,
le tue opinioni saranno pubblicate nello spazio Forum


Il tuo nome

(facoltativo)





Voci correlate

 
 









Iscriviti alla newsletter

Se vuoi seguire le novità e gli aggiornamenti di questo sito, iscriviti alla nostra newsletter. Ti potrai cancellare dal servizio in qualsiasi momento.

scrivi la tua email


per pubblicare il tuo banner in questo spazio
Iscriviti alla newsletter

Musei a Roma

Musei antropologia Roma

Musei d'arte a Roma

Musei della scienza Roma

Musei di storia a Roma

Altri articoli
su argomenti simili


News Social Network

News portalearte

 

 

 
 
Network news
Network Videonews

Tutte le videonews

Archivio news
200808
200807
200806
200805
200804
200712
200711
200710
200709
200708
200707
200706
200705
200704
200703
200702
200701

Speciale network
Euro 2008

Classe di Merito
Guida alle assicurazioni Rc Auto



In evidenza by ARTE pagina pubblicata in 1 secondi
Note Legali: questo sito è di proprietà di Giovanna Ferri - email giovanna.ferri@gmail.com
Questo sito è un blog personale - Contenuti pubblicati secondo la licenza di utilizzo di Creative Commons salvo diverse indicazioni.
Le foto presenti sul sito sono state in larga parte prese da Internet,e quindi valutate di pubblico dominio
Per chiedere la rimozione di foto o contenuti scrivere alla redazione del sito
 

sito sviluppato da Eagemedia realizzazione siti web srl