Museo Storico della Fanteria
L'idea di un Museo della Fanteria Italiana nacque alla fine della Grande Guerra, quando era più nell'animo degli italiani il ricordo delle gesta e dei sacrifici compiuti dalla Fanteria in quel conflitto. Furono i Reggimenti dell'Arma a prendere l'iniziativa di costituire, presso le rispettive caserme dei piccoli sacrari nei quali raccogliere le testimonianze delle tradizioni; ma le distruzioni conseguenti alla Seconda Guerra Mondiale dispersero quasi tutti i cimeli raccolti.
Nel 1948 lo Stato Maggiore dell'Esercito affidò al Generale Edoardo Scala l'incarico di raccogliere il materiale ancora reperibile per costituire il tanto atteso Museo della Fanteria. Alle difficoltà di reperire cimeli sufficienti a testimoniare l'opera svolta nei secoli dalle fanterie italiane si aggiunsero le difficoltà burocratiche, finanziarie e soprattutto l'impossibilità di reperire a Roma una sede idonea. Il nuovo Direttore, il generale Attilio Bruno, ottenne come sede per il Museo l'edificio che aveva ospitato il Comando del Reggimento Granatieri di Sardegna nell'area di Santa Croce in Gerusalemme. Nel novembre 1959 il Museo fu inaugurato dal Presidente della Repubblica Gronchi. Ristrutturato nel 1990, è articolato su tre settori portanti - Armi, Bandiere ed Uniformi.
Il patrimonio d'Onore del Museo è costituito da cimeli, documenti e ricordi provenienti da donazioni o da acquisti, e da pitture, disegni, sculture. Tra le opere d'arte figura la statua marmorea del "Partente" dello scultore Poidimani, posta sul piano terra presso l'ingresso, e l'imponente gruppo in bronzo, che raffigura il Redentore sulla Croce nell'atto di piegarsi a sorreggere due fanti morenti, opera dello scultore Edmondo Furlan, costitutente il Sacrario eretto a ricordo dei Caduti dell'Arma.
Museo Storico della Fanteria
Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 9 – Roma
Orario: 09.00-13.00 festivi chiuso
Tel: +39 06 7027971
Sito Internet:
www.esercito.difesa.it/root/musei/museo_fanteria.asp
22 / 04 / 2008