Salvator Rosa a Napoli tra mito e magia
Si inaugura oggi a Napoli nelle sale del Museo di Capodimonte la mostra monografica su Salvator Rosa, che si svolge nell’ambito delle celebrazioni del cinquantenario dell’apertura al pubblico del Museo di Capodimonte e si inserisce nel programma della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano, inteso ad approfondire la conoscenza di alcuni dei protagonisti della pittura napoletana del Seicento.
Salvator Rosa è sicuramente una delle figure fondamentali della cultura artistica del Seicento non solo napoletano: attivo tra Firenze e Roma, è una di quelle personalità che segnò le vicende dell’arte italiana tra naturalismo e barocco, esprimendosi non solo attraverso la pittura, ma anche con la musica, la poesia e la drammaturgia.
A 17 anni abbandonò gli studi letterari e si avvicinò alla pittura, frequentando artisti quali Fracanzano, Ribera e Aniello Falcone. Nel 1635 si trasferì a Roma, dove il suo stile, sempre teso a cogliere l'aspetto pittoresco del paesaggio naturale, acquistò maggiore equilibrio e limpidezza. Costretto a fuggire per le sue pungenti recite satiriche e a rifugiarsi a Firenze sotto la protezione del cardinale de' Medici, venendo a contatto con quel particolare ambiente culturale in cui l’arte si intreccia alla scienza, alla magia, all’alchimia e alla filosofia. Scrive le sue Satire, dove teorizza una pittura ispirata a temi e figure della filosofia stoica e nella sua opera pittorica diventa scenario per la rappresentazione di episodi della vita dei grandi filosofi e dei grandi personaggi storici del passato. Dipinge negli stessi anni anche grandiose scene di battaglia, per le quali ottenne il soprannome di "Salvator delle battaglie". Negli ultimi anni del soggiorno fiorentino i suoi interessi artistici si allargano anche ai temi esoterici, connessi all’universo della magia e della stregoneria e la sua pittura, scura nei toni, si concentra sulla rappresentazione di temi morali e filosofici al di fuori di ogni ambientazione paesistica. Numerosissimi i dipinti di soggetto filosofico e mitologico-morale degli ultimi vent'anni in cui Salvator Rosa dipinge due assoluti capolavori come Humana Fragilitas. Al paesaggio Salvator Rosa tornò negli ultimi anni della sua vita dipingendo una natura sempre più spoglia. Morì a Roma il 15 dicembre 1673, sepolto in Santa Maria degli Angeli.
Con questa mostra si intende illustrare in particolare un aspetto della produzione pittorica dell’artista, ossia quello delle sue composizioni di figure come le stregonerie, le allegorie filosofiche, le storie sacre e mitologiche e la ritrattistica.
I dipinti esposti saranno circa sessanta e provengono da musei italiani, europei e americani, come la Galleria d'Arte Antica di Roma, la Galleria Pitti di Firenze, la National Gallery di Londra, il Museo del Louvre di Parigi, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Metropolitan Museum di New York e da importanti collezioni private, difficilmente accessibili al grande pubblico. L'esposizione inoltre sarà arricchita da una serie di disegni e incisioni presenti nelle collezioni della Soprintendenza per il Polo Museale di Napoli. Il comitato scientifico internazionale – che ha selezionato le opere esposte in mostra – è composto da Nicola Spinosa, Marco Chiarini, Brigitte Daprà, Sybille Ebert-Schifferer, Helen Langdon, Wolfgang Prohaska, Aurora Spinosa e Caterina Volpi.
Nel periodo dell’esposizione saranno poi organizzati eventi ad essa connessi, come un Corso di approfondimento, in quattro incontri, che illustrerà la storia della Napoli seicentesca al fine di chiarire alcuni degli aspetti della personalità e della produzione di Salvator Rosa e una serie di concerti.
Salvator Rosa tra mito e magia
Dal 17 aprile al 29 giugno 2008
Museo di Capodimonte
Via di Miano,2 – Napoli
Tel: +39 0817499111
Sito Internet: www.museo-capodimonte.it
17 / 04 / 2008
giovanna ferri